Quando lavori all’interno di complesse realtà organizzative, spesso ne percepisci il grande potenziale, ma altrettanto spesso realizzi che la spinta al cambiamento comporta passi che ancora non riescono a essere fatti… Allora hai probabilmente due opzioni: fermarti e aspettare che si verifichino altre condizioni (cambio della governance, chiusura in sofferenza dei bilanci, ecc) oppure agire attivamente sulla cultura organizzativa innestando visione di sviluppo, innovazione e sostenibilità all’interno del contesto. Questo master nasce per provare a dare una risposta concreta a quest’ultima opzione.

Non è l’esperto, il consulente, il guru, il blogger influente che innova le organizzazioni. Sono le persone che la compongono, che la guidano e la orientano a rendere generativi i processi; sono le persone che, come spesso succede negli Enti del Terzo Settore e da sempre succede ancor più forse negli Enti Ecclesiastici, sanno vestirsi di una sana imprenditorialità. Imprenditorialità che riesce a innescare leve di cambiamento tutte orientate a perseguire una mission che è tutt’altro che una mera frase scritta nello statuto, bensì autentica spinta motivazionale che, se correttamente orientata, assume una potenza dirompente. Ci vuole coraggio per mettersi all’ascolto del cambiamento. Ci vuole grande capacità di visione per investire sulle persone e farle crescere attraverso percorsi formativi che sappiano trasmettere non solo tecniche, ma anche dotarle di un pensiero critico, manageriale e orientato allo sviluppo.

La parte più difficile però non è forse nemmeno questa.

La sfida più grande infatti è creare i presupposti affinché chi riceve formazione possa poi portarla e sperimentarla all’interno del proprio contesto. La formazione, per poter essere messa in azione, deve poter diventare patrimonio dell’organizzazione anche quando a riceverla sono solo alcune delle risorse umane interessate. Questo aspetto spesso viene sottovalutato o non considerato con la giusta attenzione. Succede così che alcune volte la fatica più grande per chi vuole portare sviluppo e innovazione sia quella di passare mesi a tentare di “convincere” il proprio ente, disperdendo energie, risorse e motivazione.

Ecco perché durante il master ci saranno anche delle lezioni chiave in cui chiederemo ai partecipanti di poter venire in aula accompagnati da uno o più membri del proprio board per poter garantire che, almeno certi elementi essenziali e propedeutici per il cambiamento, siano vissuti fin da subito insieme e, insieme, si apra un confronto e una riflessione.

Anche l’accompagnamento che viene messo in atto durante tutto il master va in questa direzione: tra il corpo docenti infatti viene individuato un tutor che sappia essere un punto di riferimento per il corsista per poter declinare al meglio le conoscenze apprese all’interno della propria realtà organizzativa.

Tutto questo caratterizza il percorso in modo pratico e concreto perché, alla fine, la ragione prima per la quale questo master ha preso forma risiede nella richiesta che le organizzazioni religiose incontrate ponevano a me e ai docenti di avere luoghi che sapessero conciliare teoria e pratica, tecniche ed esperienze, senza però perdere di vista i valori, gli ideali e la fede che rappresentano la prima leva per fare bene il bene.

 

Catia Drocco

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