Testimonianze

dei professionisti e docenti che lavorano al master 

Firenze, dicembre 2017 - dicembre 2018

Catia Drocco

Coordinatrice del Master e Membro del Comitato Scientifico 

Il passaggio dal welfare distributivo a quello generativo crea necessariamente modelli che devono produrre al proprio interno le risorse per sostenere le proprie attività.
Lo scenario del terzo settore sta cambiando velocemente e nuove sfide si presentano di fronte a chi vuole lavorare in questa dimensione organizzativa in cui non basta più saper fare bene il bene, ma è necessario saper costruire processi che sappiano generare un vero, concreto e tangibile cambiamento positivo. Per farlo occorrono luoghi di alta formazione in cui alla teoria si affianchi necessariamente la pratica ma soprattutto che sappiano fornire gli strumenti per implementare capacità di pensiero e di innovazione. Questo master non vedrà uscire bravi tecnici del fundraising, ma manager della sostenibilità che avranno una grande responsabilità: generare processi di sviluppo sostenibili e di impatto.

Marco Granziero

Docente e Membro del Comitato Scientifico. Fundraiser Senior, ricopre da anni il ruolo di Marketing e Fundraising Manager per il Messaggero di sant’Antonio.

Si tratta di una nuova ed importante opportunità per arricchire le competenze delle figure manageriali chiamate a raccogliere le risorse, a gestire e a far crescere le organizzazioni a cosiddetto movente ideale. Un mondo che, per sua natura, è spesso in prima linea per “sostenere” quei soggetti che oggi sono ancor più indeboliti dalla crisi economica. Per fare fronte al bisogno di risorse necessarie a rispondere a questi bisogni e per affrontare con successo la crescente competizione con altre realtà che operano nello stesso settore, sono necessari manager capaci di fare fundraising con successo, in grado di comunicare in modo efficace e di gestire la complessità tipica di queste organizzazioni. Il Master universitario in Fundraising, Comunicazione e Management per gli enti ecclesiastici e le organizzazioni religiose risponde proprio a questo bisogno.

Elena Gentile

Docente, Corporate Fundraising Manager in Operation Smile Italia. 

Questo master risponde alle esigenze del momento, perché la professione de fundraiser oggi sta diventando sempre più sfidante. Il ruolo è delicato e richiede competenza e professionalità, capacità di fare squadra e l’audacia di percorrere strade, anche nuove, assumendosi talvolta il rischio e la responsabilità all’interno della propria organizzazione di riferimento.

ll Fundraiser di oggi ha grandi obiettivi e spesso risorse limitate, non ammette improvvisazioni, ma deve avere esperienza e determinazione. Deve essere in grado di creare ponti, gestire criticità interne ed esterne, attivare sinergie per poter raggiungere il proprio obiettivo!

Per questa ragione nasce questo master, per andare incontro alla nuova generazione di Fundraiser che si affacciano oggi in questo scenario ma che non temono di restare indietro!

Partecipare a questo master sarà l’occasione attraverso la quale fare proprie le tecniche , la teoria, le esperienze e le testimonianze di chi ama questa professione ed è pronto a condividerla con voi tra passato e presente, tradizione e innovazione!

Andrea Romboli

Docente e Membro del Comitato Scientifico, docente The Fundraising School, fondatore Nerwork Romboli Associati e CEO di bSOCIAL comunicazione e fundraising.

Il fundraising aggiunge sempre un valore, quello della relazione. Al centro, non c’è solo la donazione, qualunque sia la sua natura, ma le persone: il donatore ed il beneficiario. Il dono infatti migliora chi dona ed aiuta chi riceve; questi due soggetti non sono due controparti ma stanno insieme sulla stessa missione (dalla stessa parte) con ruoli diversi. 

Fare fundraising è uno stile di vita, un cambiamento di mentalità, è divenire attivi strumenti di relazioni sociali da instaurare e coltivare nel tempo.
Ma se nel passato tutto ciò era il prodotto di impegno e buona volontà, oggi questa predisposizione e questi sentimenti non sono più sufficienti. È necessario essere preparati, formati e informati. È un’opportunità che in certi casi diviene anche professionalità e professione.
Queste sono le motivazioni per cui è nato il primo Master in Fundraising, Comunicazione e Management specifico per gli enti ecclesiastici e le organizzazioni religiose.

Roger Bergonzoli

Docente e Membro del Comitato Scientifico. Responsabile Fundraising e Comunicazione della Fondazione Santa Rita da Cascia Onlus

Il fundraiser è simile a un decathleta, capace di affrontare discipline diverse tra di loro. Non basta eccellere in una per vincere la sfida quotidiana della sostenibilità della mission. Occorre essere allenati, dunque competitivi, in tutte. L’esperienza sul campo dei vari docenti, messa a servizio degli studenti dapprima in aula e poi con il tirocinio, rappresenta l’acceleratore della crescita del know-how in grado di formare professionisti del fundraising. Il Master è, in sintesi, questo.

Cristina Delicato

Docente e Membro del Comitato Scientifico. Responsabile Ufficio Fundraising Università Campus Bio-Medico di Roma

Tutte le cause a movente ideale contemplano storicamente l’atto del donare: un gesto di sostegno, amore, solidarietà, obbligo morale nei confronti dei più bisognosi. Ecco perché si può serenamente affermare che le organizzazioni religiose e gli enti ecclesiastici hanno nei secoli adoperato costantemente la raccolta fondi come strumento di finanziamento per le rispettive missioni, ciascuno secondo i propri valori e nelle modalità più adatte alla comunità di appartenenza. Il master oggi offre un’importante opportunità a tutti coloro che già operano in questo ambito o a coloro che vogliono iniziare un percorso in questa direzione: diventare consapevoli delle proprie capacità, dei propri limiti, del potenziale da sviluppare; conoscere i metodi e i mezzi disponibili per raggiungere obiettivi chiari e definiti con professionalità e competenze tecniche, che permettono di raggiungere risultati efficaci e duraturi. Ciò che vorremmo trasferire durante l’intero corso è un modello “sano” di manager del fundraising.

Fabrizio Farinelli

Docente. Presidente della Società Sportware

“Le parole chiave sono: consapevolezza, integrazione degli strumenti, cultura digitale.
In questo momento di svolta, dato dalla Riforma del Terzo Settore, è fondamentale “stare sul pezzo” essere consapevoli delle potenzialità e delle sfide date dall’utilizzo degli strumenti digitali. Tuttavia, spesso le organizzazioni del Terzo Settore scelgono gli strumenti prima ancora di aver definito la propria strategia. Così facendo, si aumenta la frustrazione quando i risultati non vengono raggiunti. Per essere efficaci, invece, occorrere pianificare una chiara strategia, dotarsi degli strumenti adatti e saperli integrare. All’interno del Master il corsista svilupperà le competenze per l’elaborazione di piani strategici, saprà connettere e integrare i diversi strumenti e potrà accompagnare le organizzazioni nella digitalizzazione dei processi. “

Cinzia Sacchelli

Docente. Avvocato, giuslavorista

“Un buon fundraiser deve avere passione per ciò che fa. Deve saper creare un gruppo di lavoro, avere empatia con lo staff e comunicare bene con i collaboratori perché anche il miglior progetto può fallire per errori di comunicazione. Deve saper resocontare l’utilizzo dei fondi con trasparenza, mostrando al donatore l’impatto generato dai fondi raccolti.
Nell’ambito dei lasciti solidali, negli ultimi anni sempre più enti non profit hanno preso coscienza delle opportunità che questo tipo di donazione offre: le resistenze da vincere sono molte, e di diverso genere, ma anche in Italia la cultura del lascito solidale inizia finalmente a diffondersi e consolidarsi.
La Chiesa e gli enti religiosi hanno vissuto finora di “rendita”, ottenendo lasciti senza neppure chiederli. Oggi i competitor sono molteplici e quindi il lascito alla Chiesa o alla parrocchia locale non è più così scontato: per questo motivo per chi opera o intende operare all’interno di organizzazioni a movente ideale questo Master può rappresentare un importante valore aggiunto. All’interno dei moduli si acquisirà professionalità, si aggiorneranno le proprie tecniche e si capirà come chiedere lasciti ai donatori in maniera corretta, contribuendo anche a diffondere sempre di più la cultura del lascito solidale.”

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